Monthly Archives: marzo 2012

LUPO LIBERATO IN VALMARECCHIA

Un lupo per l’emergenza neve si è trovato in difficoltà e si è lasciato catturare presso un’abitazione in provincia di Rimini. Curato in pochi giorni presso il Parco Regionale dei Boschi di Carrega, è stato liberato nello stesso luogo della sua cattura. All’animale è stato applicato un radiocollare satellitare del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che permetterà, nell’ambito del progetto Life Wolfnet, di monitorare l’animale e di studiarne le reazioni di fronte alle criticità ambientali che incontrerà.
Una bella operazione di collaborazione tra Provincia di Rimini, Guardie Ecologiche Volontarie di Rimini, CFS, Parco di Carrega e Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: la tutela del lupo ha estremo bisogno di istituzioni che lavorano in rete !


LIBERATO SULLA NEVE IL LUPO ‘VALENTINO’ UN COLLARE TRASMETTE I SUOI SPOSTAMENTI

Reggio Emilia, 15 marzo 2012 – Tornato in libertà il lupo “Valentino”, si muove agilmente con il suo branco a cavallo dell’Appennino tosco-emiliano, in particolare fra le province di Reggio e Modena.
L’animale era stato trovato ferito e in pessime condizioni di salute in un capanno a valle di Civago dove si era rifugiato. Recuperato dal personale del Parco e del Cta del Corpo Forestale dello Stato, era stato affidato per le cure al team sanitario del Wolf Apennine Center (Wac), un centro di riferimento di livello internazionale istituito recentemente dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Le cure hanno avuto esito positivo con piena soddisfazione da parte del team sanitario e dell’equipe del Parco che da anni segue il progetto europeo Life Ex-Tra. «Ringraziamo le istituzioni coinvolte in questa operazione – ha detto Willy Reggioni responsabile del Wac – e tutti coloro che con il proprio contributo hanno reso possibile questo intervento. A cominciare dalla persona che, avendo rinvenuto il lupo in cattive condizioni di salute, ha avvisato il Servizio veterinario di Castelnovo Monti che a sua volta ha informato il Parco consentendo di attivare subito il team sanitario».
Dopo un periodo di convalescenza, “Valentino” è stato dotato di un radio-collare GSP-GSM che corrisponde alla sigla di identificazione “LW03”.  Quindi, riportato a monte dell’abitato di Civago, dove è stato liberato nella neve, suo habitat naturale. La programmazione del radio-collare ha fra gli obiettivi quello di monitorare la sopravvivenza del lupo, la movimentazione, i suoi spostamenti giornalieri e settimanali, l’appartenenza al branco stabilmente residente in zona e le informazioni sulle abitudini alimentari dello stesso branco.
Finore le notizie sulla vita e comportamento di “Valentino”, rilevate a giorni alterni dai tecnici del Wac, sono ottime. L’animale si muove con il suo branco fra l’Appennino reggiano, modenese e pistoiese in un territorio di 150 kmq. circa. Tutti gli spostamenti verranno resgistrati per avere un quadro preciso del suo comportamento.

(Settimo Baisi)

LUPO SPAESATO “PASSEGGIA” NELLA VALLATA DELL’AGNO

Valdagno. Slavc, il lupo sloveno che ha fatto visita al Vicentino, ha lasciato le sue  tracce anche nella Valle dell’Agno. Nella zona di Recoaro, in particolare. Ma la cosa più  incredibile è che, prima, ha attraversato l’autostrada A31 Valdastico, tra i caselli di Piovene  Rocchette e il comprensorio Thiene-Dueville, durante il suo lungo spostamento in territorio  Vicentino.
Un lungo viaggio che ha richiesto molte energie e che lo ha portato anche a sbranare un capriolo  alle pendici del Novegno, per ristorarsi. Una “passeggiata” nella pedemontana, compiuta di  notte, durante il suo tragitto che lo ha portato dalla Valbrenta (dove era arrivato dalla  Slovenia passando per il Feltrino) lungo le colline delle Bregonze fino alla Conca di Smeraldo  per poi gravitare nella zona tra Recoaro, Crespadoro e Durlo con interesse anche per il vicino Parco della Lessinia.

BIODIVERSITÀ: UN LUPO ALLE PORTE DI NAPOLI

NAPOLI- Attenti al lupo! Si aggira, incredibile a credersi, a pochi chilometri da Napoli. A certificarlo uno studio sulla biodiversita’ nelle foreste di proprieta’ della Regione Campania di Roccarainola (quasi mille ettari nell’Agro Nolano) e Cuma (nei Campi Flegrei).
E proprio nella foresta di Roccarainola che si trova a ridosso di un’area fortemente ‘antropizzata’, occupata da aree industrializzate e che e’ completamente recintata (quindi una barriera in grado di influenzare gli spostamenti della fauna), sono state censite differenti specie tra le quali il ‘mitico’ lupo.
Tra faine e tassi, martore e volpi, ghiri e lepri, e’ spuntato l’animale, pare per due volte in un periodo di circa quattro mesi, da marzo a luglio dello scorso anno. Gli osservatori non hanno creduto ai loro occhi quando lo hanno avvistato, ”ma e’ stata una bellissima scoperta perche’ testimonia di un habitat unico” spiega Vito Amendolara, consigliere del governatore Caldoro per l’Agricoltura. Un passato da dirigente Coldiretti e fautore dell’agricoltura ‘multifunzionale’, Amendolara presentera’ venerdi’ prossimo in un incontro a Napoli i primi risultati del progetto di monitoraggio sulla biodiversita’, ”una strada importante per il futuro dei nostri territori” dice ricordando le iniziative varate nel 2011 in occasione dell’Anno internazionale delle Foreste. Lo studio realizzato dall’Asoim (Associazione studi ornitologici Italia meridionale) su incarico dell’Assessorato regionale all’Agricoltura testimonia di ”un’avifauna”, come dicono gli esperti, molto interessante.
In quattro mesi sono state censite 71 specie di uccelli. Rapaci diurni come Poiane (almeno 4/5 coppie nidificanti) mentre il falco pellegrino utilizza la foresta come territorio di caccia. E ancora rettili e anfibi come lucertole, ramarri, bisce, rospi. Insomma un giacimento naturale a cielo aperto? ”Si’, direi di si’ – afferma Amendolara – per il quale occorre proseguire lungo la strada della tutela e della valorizzazione in un contesto ambientale notoriamente difficile, per usare un eufemismo, e per il quale per troppi anni si e’ consentito tutto e il contrario di tutto…”.
Anche nella foresta regionale di Cuma (100 ettari) ci sono ricchezze faunistiche. Non il lupo, ma non lontano dal mare gli studiosi hanno messo in elenco tante specie. E’ una tipica foresta costiera caratterizzata dalla lecceta e dalla Duna fissata a macchia mediterranea, giudicata ”importantissima per l’avifauna migratoria”. Nel periodo di studio sono state ‘contattate’ 72 specie. Rilevante la presenza di uccelli rapaci diurni (gheppio, falco pellegrino, sparviere, poiana) e notturni (barbagianni, civetta, assiolo). E ancora beccacce di mare, berte maggiori e minori e via di questo passo. Amendolara non ha dubbi: ”E’ il nostro tesoro”. Lupo compreso.
(Angelo Cerulo, per Ansa)

TASK-FORCE INTEREGIONALE E LIFE WOLFNET PER IL LUPO “SIC”

Convocata dalla direzione del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si è svolta a Santa Sofia la prima riunione organizzativa sul monitoraggio e la tutela del lupo “Sic”‘, chiamato così in ricordo del giovane campione romagnolo di motociclismo Marco Simoncelli morto recentemente in gara.
Oltre al Presidente ed al Direttore del Parco che ha ospitato l’incontro, erano presenti i rappresentanti del Cta del Corpo Forestale dello Stato e degli uffici provinciali tutela della fauna di Rimini ed Arezzo. Interesse e disponibilità sono venute anche dal Parco interregionale di Sasso Simone e Simoncello e del Comando provinciale di Rimini del Cfs, protagonista delle fasi di recupero e rilascio del lupo.
«Lo splendido esemplare – ricorda il Parco – era stato catturato in situazione di difficoltà nel territorio di Pennabilli, in alta Valmarecchia (Parco del Sasso Simone e Simoncello), durante i giorni della grandissima nevicata dello scorso mese. Sic è stato in seguito liberato munito di un modernissimo radiocollare satellitare e quindi inserito nel programma europeo di salvaguardia del lupo appenninico ‘Life Wolfnet’, del quale il Parco Nazionale è uno dei protagonisti».
Il predatore era comunque in ottimo stato di salute e viene costantemente rilevato nei suoi spostamenti, che confermano che il suo terriotorio è quello a cavallo tra l’Appennino riminese e quello aretino, con qualche “pendolarismo” verso il Parco Nazionale.
Tutti gli Enti coinvolti hanno sottolineato «L’esigenza di un coordinamento unitario, sia nella quotidiana ed ordinaria gestione dei dati satellitari che arrivano a intervalli di tempo regolari, sia nella prevenzione ed organizzazione per la risoluzione di eventuali situazioni critiche». Per questo verrà presto sottoscritto un protocollo d’intesa.
La direzione del Parco è molto soddisfatta: «Si tratta di un virtuoso quanto raro esempio di “fare rete”, come il Life Wolfnet prevede; ovvero di uno sforzo unitario da parte di tutti i soggetti pubblici interessati, al di là delle rispettive aree di competenza, per il perseguimento di un doppio obiettivo comune: il benessere del singolo lupo, ma anche e soprattutto l’attuazione di un modello condiviso che tenda a migliorare la convivenza tra attività umane e salvaguardia di una specie troppo a lungo minacciata dalla paura e dal pregiudizio, e che sempre più assume invece il ruolo di simbolo della natura selvaggia».

UN WEEK-END DEDICATO AL LUPO

Dronero – Festa del lupo a Dronero sabato 17 e domenica 18 marzo. Sabato 17, FotoSlow ValMaira, L’isola che c’è, Mulino della Riviera, Parco Nazionale Alpi Marittime, Comune di Villar San Costanzo presentano “Al lupo al lupo” organizzano dalle 10 alle 13 al Mulino della Riviera l’inaugurazione della mostra dipinti “Giada incontra il lupo” di Giada Gaiotto. Per chi fosse interessato è possibile andare in visita guidata al mulino ad acqua con dimostrazione di molitura a pietra di mais autoctoni.
Nel pomeriggio alle 15, in via Roma, mostra in strada della collezione di pannelli tematici sul lupo a cura del Parco Nazionale Alpi Marittime; nella sala del Convitto di Via Roma incontro con le pittrici Giada Gaiotto, Arlette e gli allievi della sua scuola di pittura e con la scrittrice Nazarena Braidotti lettura di racconti, fiabe e poesie sul tema.
Alle 21, nel salone polivalente di Villar San Costanzo, proiezione e conferenza sul Lupo a cura dei ricercatori “Uomini e Lupi” del Parco Nazionale Alpi Marittime.
Domenica 18, con ritrovo alle ore 9, destinazione Entracque località Casermette per visita al Centro Faunistico Uomini e Lupi. (Prenotazione obbligatoria entro sabato pomeriggio telefonando al numero 0171/904212).
Tra le attività si terrà l’inaugurazione della mostra dipinti “Giada incontra il lupo”
L’evento si terrà anche in caso di maltempo.

UNA TRAPPOLA UCCIDE UN GIOVANE LUPO

L’ultima vittima del bracconaggio è un giovane lupo, un esemplare sano, maschio, di un anno di età, che probabilmente faceva parte del branco che si trova nella zona dell’Orsiera, in Val di Susa. Gli uomini della forestale lo hanno trovato ormai cadavere nella zona di Trana, incappato in un laccio messo in funzione da un cacciatore di frodo.
Una storia lontana anni luce da Cappuccetto Rosso. Il lupo, adesso, non mangia più nessuno. Anzi, è una specie protetta perché rischia l’estinzione. E al cacciatore della favola si è sostituito un bracconiere. Che stavolta non è rimasto impunito: gli agenti della stazione di Giaveno lo hanno individuato e denunciato alla procura di Torino per gli articoli del codice penale 544 bis (uccisione di animale senza necessità) e 727 bis (danneggiamento di habitat naturali), oltre che per la violazione della legge quadro sulla caccia, che tutela le specie tutelate come il lupo. L’uomo si è giustificato dicendo che in realtà con quella trappola avrebbe voluto disfarsi di alcune volpi che invadevano la sua proprietà e non pensava che avrebbe potuto colpire un lupo. Le volpi non sono animali protetti, tuttavia la caccia a questa specie è chiusa in questo periodo e comunque sistemare una trappola è sempre un reato.
La morte del giovane lupo solleva nuovamente il problema della tutela di questo carnivoro. In Piemonte si contano attualmente circa 60 esemplari, tutti provenienti dall’Abruzzo. Si tratta di stime, visto che il lupo migra spesso e velocemente.
Secondo il monitoraggio della Regione Piemonte i lupi vivono in piccoli branchi localizzati soprattutto nel Cuneese sulle Alpi Marittime, nel Torinese tra l’Orsiera e Salbertrand e, in misura minore, sull’Appennino alessandrino e nel Piemonte settentrionale. Ogni anno nascono una dozzina di nuovi cuccioli, ma più o meno altrettanti esemplari muoiono vittime di incidenti o di bracconieri. Così il numero da qualche anno rimane sostanzialmente costante.
Nei confronti dei lupi continua ad esserci un atteggiamento di paura ingiustificata: l’ultimo attacco all’uomo risale oramai al 1921. “Qualcuno dice che in Piemonte ci sono migliaia di lupi e che mettono a rischio i turisti: abbiamo intenzione di denunciarli per procurato allarme”, attacca Piero Belletti, dell’associazione Pro Natura. E anche gli assalti al bestiame domestico possono essere annullati. “Se accade che il lupo mangi le pecore è solo perché sono prede più facili rispetto agli animali selvatici, visto che in Piemonte gli ovini vengono lasciati allo stato brado – spiega Belletti – Ma è sufficiente rinchiudere le bestie negli ovili: un progetto simile è stato fatto all’Orsiera e gli attacchi dei lupi si sono praticamente azzerati”.

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