Monthly Archives: ottobre 2014

La leggenda di Lopichis: l’amore di un lupo tradito da un uomo

«Lo sterminio dei lupi appare come uno dei tratti distintivi di una civiltà secolarizzata e artificiale, che ha negato o segregato, anno dopo anno, la morte, la malattia, la follia, il sacro» osserva Marco Veglia nel suo capitolo dedicato a lupi e volpi nell’interessante saggio Animali della letteratura – dove riporta anche la bella storia di Lopichis, antenato di Paolo Diacono, che qui ricopio come testimonianza dell’antico legame che unisce (univa?) l’uomo al lupo – oltre che come conclusione di queste mie riflessioni…

«Un lupo, messaggero del destino, aveva guidato l’avo di Paolo Diacono, Lopichis, per mostrargli il cammino che egli ignorava: il lupo lo precedeva, si voltava di frequente a guardarlo, lo attendeva come sua guida, come sentinella che ne vigilava il cammino. Quando Lopichis, secondo il racconto della Historia Langobardorum (IV, 37), ormai consunto dal digiuno, tese l’arco per uccidere il lupo e cibarsene, il lupo scomparve. Schivato il colpo, l’animale si sottrasse alla vista di Lopichis. L’uomo, lui solo, non il lupo, aveva tradito l’arcano legame che intrecciava i loro cammini.»

La rinascita dell’ecosistema: un grazie ai lupi

Dalle ultime ricerche in campo zoologico ed ambientale è emerso che salvaguardare l’ecosistema e quindi la biodiversità, equivale a salvaguardare una specie temuta ed evitata dall’uomo: il lupo.

Questo è l’obiettivo del Corpo Forestale dello Stato che, recentemente, ha costituito un gruppo di lavoro con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e con l’Università Sapienza di Roma per creare delle linee guida sulle procedure operative per la salvaguardia della specie e per addestrare adeguatamente il personale che si troverà ad “affrontare” questo animale.

Il lupo, infatti, è considerato un ottimo indicatore del degrado dell’ambiente naturale, soprattutto perché come predatore si trova in cima alla catena alimentare. La loro importanza per l’ecosistema è dunque fondamentale: occupando la cima della catena alimentare, il lupo può diventare un ottimo indicatore per stimare il degrado di un ecosistema. La sua sopravvivenza, infatti, è dipesa dalle specie che si trovano alla base della catena stessa.

Il Corpo forestale molto spesso è dovuto intervenire per soccorrere questi splendidi animali in tutto il territorio nazionale da diverse situazioni spiacevoli: lupi avvelenati, investiti e cacciati. Nonostante tutto, però, questi animali negli ultimi decenni, dopo una fase di declino, si stanno lentamente espandendo sia numericamente sia geograficamente.

I lupi sono tutelati da svariate norme, partendo dalla Convenzione di Berna del ’79 fino a giungere ad un attuale regolamento comunitario sul commercio e la detenzione di questi animali.

Vi proponiamo un breve video dove si mostra l’impatto che ha avuto la reintroduzione dei lupi nella riserva naturale di Yellowstone (Stati Uniti), da dove erano stati estromessi nei primi anni del 1900.

Il cambiamento positivo generato da questa specie nell’ultimo ventennio è davvero strabiliante. Per questo, qualora qualcuno di voi si trovasse di fronte un lupo ferito o in difficoltà, è pregato di chiamare urgentemente il 1515 ed avvertire le autorità competenti.

Buona visione!

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