Monthly Archives: gennaio 2013

LO SGUARDO DEL LUPO

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I lupi hanno una diversa varietà di segnali, come i movimenti delle orecchie e della coda, nonché l’accesso a mondi sonori e olfattivi a noi preclusi.
L’uso dello sguardo nel contesto sociale del branco è importante, e ciò aiuta ad aprire per noi una finestra in una specie tanto diversa.
Il lupo, diretto antenato del nostroCanis familiaris, è in grado di seguire la traiettoria di uno sguardo anche oltre una barriera fisica.

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Due ricercatrici  Friederike Range e Zsofia Virany hanno allevato nove cuccioli di lupo originari del Nord America e nati in cattività. Nei primi 5 mesi, i lupi sono stati sottoposti a un corso di ubbidienza solitamente destinato ai cani, e poi hanno continuato ad interagire con l’uomo e con cinque cani adulti di diverse specie. Già a 14 settimane di età, sei dei nove cuccioli di lupo hanno dimostrato di poter seguire lo sguardo umano che si rivolgeva lontano.

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Tale capacità era raggiunta da tutti i cuccioli entro le 23 settimane di età. Le biologhe austriache hanno quindi utilizzato un piccolo muro, oltre il quale potevano dirigere il loro sguardo: in questo caso, l’istinto nel lupo di muoversi per andare a cercare un oggetto, al di là dell’ostacolo, non si sviluppa prima delle 16 settimane. Addirittura solo con la maturità compare il desiderio di saltare quel muro.
Quindi, secondo le biologhe, l’abilità nel seguire uno sguardo rivolto agli spazi aperti è pressoché innata. Invece la capacità di andare oltre un ostacolo sembra basarsi su un differente processo cognitivo, legato all’età dell’animale.

                                                    

Friederike Range

[Friederike Range]

Zsofia Virany

[Zsofia Virany]

I lupi sono inoltre più tenaci nell’attività di ricerca, rispetto ai corvi e ai Primati. Infatti il lupo, quando non trova nulla di interessante oltre l’ostacolo, non reagisce più a nuovi stimoli. Al contrario, quando si trova di fronte a uno spazio aperto ricomincia comunque a perlustrare visivamente l’ambiente. Invece corvi e Primati dopo un insuccesso sembrano rinunciare a qualunque ulteriore ricerca, sia oltre una barriera sia in uno spazio aperto.
Range e Virany ipotizzano che si tratti di un adattamento evolutivo dei lupi, certamente più dediti alla caccia rispetto alle scimmie antropormorfe e agli uccelli. Infatti può essere poco utile tornare in un luogo ristretto che ha offerto poco già alla prima esplorazione, mentre una nuova ricerca in un luogo più aperto è sempre consigliabile. Perciò essere in grado di leggere la direzione dello sguardo di un altro individuo può rappresentare un importante mezzo di comunicazione e un efficace aiuto nella ricerca di una preda.

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Esiste poi una via di comunicazione aliena ai sensi, quasi extrasensoriale, che il lupo attiva. Si sono osservati degli esemplari che fissano l’orizzonte e poi altri esemplari, fissare lo stesso punto, anche senza messaggi o legame visivo, come se fosse operante una sorta di richiamo telepatico.
I nostri tentativi di capire il loro linguaggio sono complicati dalla complessità di questo meraviglioso animale.

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