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LE AVVENTURE DI SLAVC

Selva di Progno. C’è un altro lupo sui monti Lessini dopo quello comparso fra Natale e fine gennaio. Se allora tutto si basò su congetture dovute alla doppia razzia di capre e a un filmato catturato da una videocamera, sul quale gli esperti si espressero favorevolmente riguardo all’ipotesi che si trattasse effettivamente di un lupo, oggi c’è la certezza di un altro esemplare perché è provvisto di radiocollare ed è seguito con attenzione nei suoi spostamenti. Si tratta di Slavc, lupo di tre anni, catturato con altri quattro esemplari lo scorso luglio dai ricercatori sloveni per motivi di studio e liberati con il compito di trasmettere informazioni sui loro spostamenti. Mentre quattro di loro hanno preferito restare in patria, Slavc ha lo spirito del vagabondo (lupo in dispersione, si dice in termine scientifico) e dallo scorso dicembre si è diretto prima verso l’Austria, dove l’ingressoè stato registrato il 28 dicembre, quindi in Alto Adige,  stabilendosi a inizio febbraio in alta Val Pusteria, tra San Candido e Dobbiaco, dove ha ucciso un capriolo. Una femmina della stessa specie  ha rappresentato il suo pasto a San Cassiano, nel cuore della Val Badia,qualche settimana dopo, ed è quindi stato monitorato nei pressi di Falcade, nella bellunese valle del Bois, a metà febbraio, da dove è passato in territorio vicentino, attraversando presumibilmente la valle del Primiero, toccando in successione le colline delle Bregonze, Chiuppano e Carré, fino a Crespadoro, ai piedi della Lessinia orientale, area del Parco naturale regionale, all’interno  della  provincia di Vicenza. 

L’ultima segnalazione  lo dava presente nell’area fra Crespadoro e Campofontana, la frazione abitata più alta della nostra provincia nel Comune di Selva di Progno. Dunque, dallo scorso luglio questo lupo ha percorso oltre 700 chilometri in linea d’aria e ha dimostrato che una cinquantina di chilometri per notte, per questo esemplare maratoneta, non sono una distanza insormontabile. Il bello arriva adesso perché è arrivato in una zona, la Lessinia, nella quale un altro lupo ha
lasciato tracce importanti prima di lui e che sembra, dalle ultime rivelazioni, trattarsi di una femmina. Il lup immortalato dalla fototrappola a Branchetto infatti, è probabilmente lo stesso che ha compiuto una razzia in un gregge ad Ala ed stato nuovamente fotografato alle ore 1.52 della notte del 1 marzo dall’obiettivo a infrarossi della telecamera posizionata da Stefano Fabbiani, di Santa Margherita di Ala, in un punto strategico di passaggio di animali selvatici. Fabbiani, che è appassionato di natura e cacciatore, aveva colto con il suobinocolo due settimane prima, a una distanza di circa 300 metri, un canide il cui aspetto lo aveva insospettito per la straordinaria somiglianza morfologica con un lupo, e trovato poi delle orme sulla neve da cui è comunque difficile distinguere se si tratti di cane o di lupo.
Di qui la curiosità di capire meglio e approfondire, con l’ausilio di una fototrappola, la vera natura dell’esemplare scovato. Caparbietà e costanza sono state premiate con la cattura delle immagini, anche se l’assenza di reperti biologici da cui estrarre il Dna, impedisce un responso inequivocabile. Pare tuttavia che l’esemplare sia femmina perché all’inizio del video assume una posizione accovacciata per urinare.
Se nei prossimi giorni la scoperta fosse confermata da altri riscontri, aprirebbe interessanti riflessioni sul fatto che una femmina sia in dispersione, fenomeno che interessa principalmente, ma non esclusivamente, i maschi giovani che si allontanano dal branco alla ricerca di nuovi territori e di una compagna con cui costituire una nuova famiglia.

La fortuna tiene vicini, a meno di una cinquantina di chilometri due lupi, o l’istinto potrebbe addirittura averli già fatti incontrare, dato che l’ultimo segnale lanciato da Slavc attraverso il suo radiocollare è ormai vecchio di tre giorni. Fra l’altro, è proprio questo il periodo degli amori e si aprirebbe per il Parco della Lessinia, se i lupi decidessero di fermarsi e mettere su famiglia, una nuova e appassionante pagina. Da una coppia, nell’arco di pochi mesi, se le condizioni sono
 favorevoli, si può avere un branco di 7-8 esemplari, ma la mortalità, anche naturale, può capitare che lo riduca a zero altrettanto in fretta.

[Vittorio Zambaldo]

 

 

SLAVC HA TROVATO LA SUA GIULIETTA:

Qualche settimana dopo questo articolo è giunta la notizia che SLAVC vive in Lessinia con la sua compagna. Lo raccontano le tracce sulla neve raccolte da agenti del Corpo forestale dello Stato e da un guardaparco.

Non è una rarità Slavc. Secondo i dati del WWF se negli anni Settanta in Italia si contavano un centinaio di lupi, oggi saranno un migliaio.Di questi, almeno un centinaio vengono uccisi illegalmente.

Per la Lessinia, il ritorno di grandi carnivori che qui hanno vissuto per millenni significa che la valenza ecologica del suo ambiente è alta. Ma inevitabilmente pone anche problemi.

Dopo l’orso Dino,infatti, tocca ora a Slavc il mestiere di farci imparare a convivere (di nuovo) con il lato selvaggio e mitico della natura. Chi vive in quei territori dovrà in qualche modo accettare la presenza dei lupi. Il loro ritorno. E, come ha dimostrato l’orso della Val Posina, non sarà facile.

Il ritorno del lupo va affrontato da un punto di vista culturale e pratico, soprattutto in questo momento, alla vigilia della nuova stagione di alpeggio.

 

 

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