Monthly Archives: settembre 2011

LUPO BIANCO

Nome: Lupo artico
Specie: C. lupus
Genere: Canis
Famiglia: Canidae
Classe: Mammifero


ANATOMIA

I lupi artici sono generalmente più piccoli dei lupi grigi, avendo all’incirca una lunghezza che si aggira tra gli 0,9 e gli 1,8 m compresa la coda; i maschi sono più grandi delle femmine. La loro altezza al garrese varia tra i 63 ed i 79 cm; i lupi artici sono più robusti dei lupi grigi e pesano spesso più di 45 kg. Maschi completamente sviluppati hanno raggiunto anche pesi superiori agli 80 kg. I lupi artici hanno solitamente piccole orecchie, il che li aiuta a trattenere il calore corporeo.In cattività i lupi artici hanno raggiunto età superiori ai 18 anni, mentre in natura la loro vita media è di soli 7-10 anni.


CACCIA

I lupi artici, come tutti i lupi, cacciano in branco; predano soprattutto caribù e buoi muschiati, ma uccidono anche un gran numero di lepri artiche e di lemming, così come altri animali più piccoli. Una loro preda comune è costituita anche dagli alci; le loro lunghe zampe rendono questi animali più lenti, che, nella neve soffice, possono anche rimanere intrappolati, divenendo quindi vulnerabili agli attacchi dei branchi di lupi. A causa della scarsità delle piante da pascolo, questi animali sono costretti a vagare su aree vaste anche più di 2600 km² per trovare le prede e seguono i caribù in migrazione verso sud durante l’inverno. Un recente filmato di un documentario della BBC mostra che i lupi artici cacciano anche anatre.


RIPRODUZIONE

Normalmente, solamente il maschio e la femmina alfa possono accoppiarsi, ma nei grandi branchi possono farlo anche altri esemplari. A causa del suolo di permafrost dell’Artico e della difficoltà di scavarvi delle tane, i lupi artici usano spesso affioramenti rocciosi, caverne od ogni depressione poco profonda come tane; la madre dà alla luce da due a tre cuccioli tra la fine di maggio e gli inizi di giugno, circa un mese più tardi dei lupi grigi. Si ritiene generalmente che il numero di cuccioli inferiore rispetto alla media di 4 o 5 dei lupi grigi sia dovuto alla scarsità di prede dell’Artico. Essi nascono dopo circa 63 giorni. I lupacchiotti rimangono con la loro madre per 2 anni.


DISTRIBUZIONE

Il lupo artico ed il lupo dei boschi sono le uniche sottospecie di lupo grigio che si possono ancora trovare in tutto il loro areale originario; ciò è dovuto al fatto che nel loro habitat naturale si incontrano degli uomini solo molto raramente.Un branco di lupi artici allo zoo di Toronto.Il White Wolf Sanctuary è un rifugio per i lupi artici situato a Tidewater, nell’Oregon. La popolazione media dei lupi del santuario è di 8-10 esemplari ogni 40 acri e tra questi animali vi sono anche alcuni individui feriti, malati o abbandonati che sono stati salvati.


“I lupi bianchi sono fieri guerrieri della Foresta Antica. Da generazioni questi lupi si tramandano la tenacia del guerriero lupo.Secondo le leggende, il primo lupo bianco aveva spinto il suo branco a combattere contro dei demoni per salvare il Grande Albero, senza la quale la Foresta Antica morirebbe. Riuscirono a combattere le forze del male, e da allora sono i guardiani di quella grande terra.”

IL LUPO

Abbiamo deciso di pubblicare(naturalmente con il consenso dell’autore)questo video di questo gruppo  UCRONIUTOPIA formato da ragazzi con un grande talento che hanno composto e inciso questa canzone che tratta un argomento a noi piuttosto noto e interessante e cioè IL LUPO, chè è proprio il titolo della canzone della quale abbiamo pubblicato il video.

Loro sono Gli Ucroniutopia un gruppo di musica folk/rock.Nascono da un’idea del cantautore Gianluca Lalli.Il nome della band è una fusione delle parole UCRONIA e UTOPIA.UCRONIUTOPIA : SENZA LUOGO, SENZA TEMPO. Le canzoni degli UCRONIUTOPIA sono in effetti delle poesie in musica, nascono come pezzi cantautoriali ma si caratterizzano per gli arrangiamenti particolari: ad esempio la chitarra elettrica con suoni spesso distorti, che in un contesto folk non sono così usuali, si sposa perfettamente con uno strumento come il violoncello, cupo e malinconico, creando un connubio tra passato e presente nella storia della musica e dell’uomo. Accanto alla voce principale si affianca un’altra voce, quella di un soprano, per lo più nei cori, che va a creare una musicalità del tutto particolare che arricchisce il sound; anche questa fusione tra le due voci risulta sperimentale in un contesto di musica cantautoriale, ed ottiene un risultato piacevole ed efficace. Il sound è completato da tastiera, basso, chitarra acustica e un flauto traverso.I testi delle canzoni degli UCRONIUTOPIA raccontano storie di ogni tipo. Parlano di amore, ma di un amore diverso rispetto all’amore convenzionale. Amore nel senso profondo e universale fuori dalle solite etichette.


Le canzoni raccontano storie di soprusi, violenze, discriminazioni, storie  di uomini e di mondi! Raccontano storie di mostri orribili che albergano dentro di noi, di anime che cercano di liberarsi da una gabbia, di elfi e donne malvagie, di strade polverose, di randagi che vagano ricercando invano il proprio io. A livello musicale affiora l’influenza delle ballate rinascimentali, di chansonnier, i più vicini BRASSENS e FERRÈ. I testi prendono ispirazione dalle opere dei poeti maledetti, principalmente VILLON, BAUDELAIRE e RIMBAUD, e sono vicini alle tematiche letterarie della BEAT GENERATION, allacciati inevitabilmente ad autori quali ARTAUD, HUXLEY, ORWELL, CELINE, JOHN FANTE, PIRANDELLO, ZAMJATIN, SARTRE, MILLER e altri. FABRIZIO DE ANDRÈ, FRANCESCO GUCCINI e CLAUDIO LOLLI sono anche loro per gli UCRONIUTOPIA forti punti di riferimento. Nonostante le molteplici influenze, le canzoni degli UCRONIUTOPIA sono pezzi originalissimi con arrangiamenti unici nel loro genere.Gli UCRONIUTOPIA sono nati nella primavera del 2009 e da due anni sono attivi sulla scena musicale nazionale e internazionale. Spesso i concerti degli UCRONIUTOPIA si tengono in associazioni culturali, nell’ambito di festival di controcultura e in spazi sociali in generale, ma anche in feste di piazza e club.

Buona visione a tutti!!!

NOTE : LIBERATORIA


IGNORANZA POPOLARE

Cari lettori, spesso nel mondo del lavoro o nel mondo universitario e in tutti gli ambiti dove esami e test sono all’ordine del giorno, si ricorre alla frase IN BOCCA AL LUPO. E’ proprio questa frase che mi ha portato a contraddire la diceria popolare del lupo cattivo e anche a spiegare a tutti che non si dovrebbe rispondere crepi il lupo ma Grazie, oppure VIVA IL LUPO.

Negli ultimi decenni il lupo, dopo aver attraversato una fase di forte declino dovuta principalmente alla persecuzione umana diretta e indiretta, si sta nuovamente espandendo su tutta l’area appenninica tornando a frequentare territori dai quali era scomparso, facendo la sua comparsa anche in nuove aree e arrivando fino alle Alpi occidentali. Oggi il lupo è protetto da leggi nazionali ed internazionali e, sebbene la situazione sia migliorata dagli anni ’70, dove veniva fortemente cacciato, la presenza di questa specie causa ancora alcuni disagi e ostilità con chi, in quei territori, vive e lavora. Questi conflitti sono spesso alimentati anche da pregiudizi, false credenze e scarse conoscenze su quelle che sono le vere abitudini e le reali motivazioni che possono spingere questo affascinante mammifero, prezioso per salvaguardare l’intero benessere degli ambienti naturali in cui vive, ad attaccare ad esempio allevamenti animali gestiti dall’uomo. Occorre quindi che le problematiche che possono verificarsi tra lupo e uomo vengano affrontate e gestite con metodi e procedure condivise in tutti i territori interessati, ad esempio mettendo il bestiame in recinti con passaggio di corrente elettrica, ovviamente non dannosa per l’uomo, ma che comunque darebbe fastidio al lupo e che potrebbe essere una soluzione al problema. Oppure durante il pascolo bisognerebbe aumentare il numero di cani pastori. Il concetto che voglio far passare è che se il lupo arriva nelle nostre zone non bisogna cacciarlo ma imparare a condividere con lui i nostri spazi, perché il lupo non attacca l’uomo. Un problema grave, invece, è quello dei cani randagi e non dei lupi. Chiedete in ospedale quanti casi ci sono di persone attaccate dai cani randagi.

Sin da piccoli siamo stati abituati ad associare alla figura del lupo quella di un essere cattivo: un esempio può essere la fiaba di cappuccetto rosso e del lupo cattivo, un altro può essere quello dei tre porcellini e del lupo cattivo, ora anche se queste storielle spiegano altre cose che non centrano niente con il lupo.

Non volendo si è andati a creare una figura errata di tale animale, ma questo avvenne perché in passato si vedeva il lupo come un essere diabolico, infatti, la fantasia ha trasformato il lupo in licantropo, (lupo mannaro o uomo lupo) e così via.

Innanzi tutto si contano in Italia non più di 1200 esemplari di lupo, tutti raggruppati in branchi. Come tutti i carnivori, i lupi possiedono caratteristiche uniche che permettono loro di localizzare la preda con facilità e di catturarla; infatti: Si muovono con destrezza e velocità, possono percorrere in media circa 60 km a notte (il record è di 190 km!) potendo correre ad una velocità massima di 45/50 km orari (normalmente la loro andatura si aggira intorno ai 6/10 km orari). Sono anche ottimi nuotatori. Hanno sensi particolarmente sviluppati: visione notturna eccezionale, possono individuare un animale grazie all’olfatto a quasi 300 metri di distanza controvento. Ora è proprio l’olfatto che dimostra quanto siano innocui verso l’uomo. Perché secondo voi se un lupo volesse attaccare un uomo, con la capacità che ha di sentirlo da 300 metri, non sarebbe un gioco da ragazzi per lui farlo? Rispondo semplicemente dicendo che il lupo ha paura e per questo cerca di restare il più lontano possibile da noi. Sfido chiunque a trovare statistiche a riguardo alle aggressioni dei lupi verso l’uomo, il risultato è sicuramente scarso. Il lupo attacca solo se si sente in pericolo, con questo voglio dire che se magari voi siete lì con un bastone e lo state spingendo verso una zona chiusa, lui per difendersi attacca, ma chi non lo farebbe? A difesa di quello che sto dicendo, vi allego e vi riscrivo una piccolissima parte di ciò che si dice a riguardo dei lupi da parte di un biologo in un incontro ad Ascoli Piceno : Nel corso dell’incontro è stato dato risalto al fatto che il lupo non rappresenta un pericolo per l’uomo tanto che in Italia la loro presenza può essere stimata in un numero compreso tra 800 e 1200 esemplari. «Il lupo cerca di rimanere più alla larga possibile dall’uomo>>. A parlare è il biologo Alessandro Rossetti . Sempre per chiarire meglio la figura del lupo vi mostro una foto del lupo appenninico che si trova dalle nostre parti.


Come si può vedere non è così grande da poter uccidere un uomo, e simile ad una volpe cresciuta.Detto questo arriviamo alla spiegazione del proverbio:

IN BOCCA AL LUPO – Questo bellissimo auspicio era in uso in tempi passati ma da ormai molto tempo è stato completamente distorto per l’ignoranza delle sue origini e soprattutto per la falsa informazione che viene fatta del lupo. E dato che loro possono sentire il nostro odore, anche se siamo passati solo vicino alla tana, appena sentono che non siamo più in zona si precipitano a cambiare immediatamente tana, loro sanno che se un uomo scopre il loro rifugio può ritornate e creare quindi un potenziale pericolo, soprattutto se ci sono i cuccioli ancora troppo piccoli li spostano trasportandoli in bocca uno per volta.AVERE DEI GENITORI COME I LUPI E’ IL MIGLIOR AUGURIO CHE SI PUO’ RICEVERE e trovarsi in bocca al lupo è il massimo della protezione che si può sperare per un figlio. Lo sapevate che in bocca al lupo risale a Romolo e Remo, cuccioli d’uomo salvati dalla lupa. Infatti il lupo quando sposta i cuccioli da una tana all’altra si aggira circospetto e attentissimo agli altri predatori, che in questo caso sono esposti al maggior rischio possibile perché in natura il lupo che difende i cuccioli è quanto di più feroce ci possa essere. Quindi in bocca al lupo aveva significato che lo spirito del lupo sia con te e ti protegga dai pericoli della vita, perché chi era nella bocca del lupo erano i cuccioli, ed erano al sicuro.

ROMOLO e REMO in particolare furono tratti in salvo appunto dalla lupa che non avendo altro che la bocca come organo di presa, li ghermì delicatamente con le proprie fauci e li portò nella sua tana. La totale perdita cognitiva dell’origine del detto ha fatto si che in questi ultimi 20 anni anziché il “grazie” di risposta all’augurio “in bocca al lupo” si sia arrivati per ignoranza al “crepi” o “crepi il lupo”, in assoluto non come augurio. Penso che sia arrivato il momento di ripristinare questo bellissimo augurio e colgo l’occasione per pubblicarlo in questo sito web. Ci sono anche altre possibili origini di questo vecchio detto (le trovate anche su wikipedia) ma a  me piace molto questo e vi invito a diffonderlo correttamente, magari correggendo a chi risponde in modo sbagliato. Da oggi quindi un “in bocca a lupo” a tutti voi che leggete, con la speranza che la risposta sia per sempre “viva il lupo” o semplicemente “grazie”.


IMPEDIAMO LA CACCIA AL LUPO IN ITALIA

Ragazzi abbiamo bisogno del vostro aiuto per impedire LA CACCIA AL LUPO IN ITALIA!!!

Già qualche tempo fa il lupo ha rischiato l’estinzione,per favore evitiamo che la cosa accada di nuovo. Riportiamo qui sotto il link per firmare la petizione e ci affidiamo al vostro buon cuore e al vostro buon senso per la salvezza di questo splendido animale da sempre perseguitato ingiustamente. Mettiamo fine a questo inutile massacro!!!


GRAZIE A TUTTI!!!


Petizione contro il documento che vorrebbe permettere la caccia al lupo in Italia

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