Category Archives: Mondo Dei Lupi

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La mattanza dei lupi diventa legale in Norvegia

In Norvegia la caccia è da sempre stata vista come un vero e proprio sport, dove i cacciatori abbattono animali di ogni specie, cercando di aggiudicarsi la preda più grossa e giovane per ricavarne un lauto bottino. Negli ultimi giorni, in seguito alle numerose lamentele che alcuni allevatori hanno esposto presso le istituzioni norvegesi, il governo reale ha deciso di permettere a tutti i cacciatori in possesso di regolare licenza di abbattere fino a 47 lupi l’anno, ovvero oltre il 70% della popolazione di Canis Lupus presente in Norvegia, che ammonterebbe attualmente a 68 esemplari.

Questa scioccante decisione ha creato del malcontento fra gli animalisti norvegesi, che affermano che il lupo non è affatto un animale pericoloso per l’uomo. Infatti, la direttrice generale del WWF Norvegia ha commentato duramente: «E’ una strage di massa e non abbiamo visto mai nulla di simile da più di cento anni, quando vigeva ancora la politica che tutti i grandi predatori dovevano essere abbattuti. Uccidere due terzi del totale della popolazione di lupi non è degno di una nazione che dichiara di essere attenta alle cause ambientaliste!».

Secondo lo studio “Predator control should not be a shot in the dark”, effettuato comparando i risultati ottenuti sia in America che in Europa, condotto da Adrian Treves (università del Wisconsin), Miha Krofle (università di Lubiana) e Jeannine McManus (università di Witwatersrand – Johannesburg) «L’abbattimento dei grandi predatori come il lupo comporta, nella metà dei casi, un aumento dei danni a discapito degli animali domestici. Invece, i risultati in caso di utilizzo di metodi non letali, come la protezione delle greggi tramite reti e cani, mostrano la loro efficacia: nell’80% dei casi gli attacchi alle pecore sono diminuiti».

In Italia è in corso di revisione il Piano di Azione Nazionale per la gestione del lupo, ormai obsoleto in quanto redatto nel 2002 e sostanzialmente mai applicato sul territorio. Le recenti lamentele riportate da alcuni allevatori colpiti dall’abbattimento di alcune pecore da parte dei lupi appenninici, stanno spingendo il Governo alla creazione di un documento che legalizzi la mattanza del lupo anche qui nel nostro Bel Paese.
E’ bene ricordare che in Italia il lupo è una specie protetta dalla Direttive comunitarie e dalla Legge nazionale sulla caccia. Gli animalisti italiani, in unione con WWF, hanno dichiarato più volte che l’abbattimento non è una soluzione per la gestione di questo splendido animale, che ha rischiato più volte di scomparire dal nostro territorio per mano dell’uomo. Solo negli ultimi anni, infatti, il lupo ha ripreso a popolare le zone montuose italiane, contrariamente come designato dal WWF negli anni ’70 che dava questo esemplare per spacciato.

Il WWF invita tutti a firmare la petizione dal titolo #SOSLupo. Basta cliccare la foto.

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Dieci cose da sapere sul Lupo

Vogliamo proporvi questo un video scritto e co-prodotto da Giuseppe Festa per far conoscere meglio il lupo, cercando di sfatare molti dei luoghi comuni che accompagnano questo splendido animale. I disegni sono di Francesco Barbieri, le voci di Davide Perino (Frodo nel Signore degli Anelli) e Letizia Ciampa (Hermione in Harry Potter). Grazie a Elisa Berti del Centro Tutela Fauna Monte Adone e al Wolf Apennine Center per aver co-prodotto il filmato, al filmaker Andrea Dalpian e alla preziosa consulenza dei numerosi ricercatori “lupologi” che hanno collaborato al progetto. Buona visione.

L’incredibile amicizia tra l’orso bruno e la lupa

Quando l’amicizia oltrepassa i limiti può diventare tanto incredibile quanto straordinaria. Girando per il web, ci siamo imbattuti in qualcosa di, appunto, straordinario: una notizia del quotidiano «Repubblica» non recentissima, che ha suscitato in noi stupore e meraviglia, motivo per cui abbiamo deciso di pubblicarla.

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Amici a tal punto da dividere una preda. E’ un sodalizio misterioso e forte quello instaurato dall’orso bruno fotografato insieme alla femmina di lupo che ogni sera, dopo una faticosa giornata di caccia, invita a cena. A catturare i momenti clou di questa strana convivenza è stato il fotografo Lassi Rautiainen, che si è appostato per giorni nelle radure della Finlandia del nord dove i due animali si frequentano abitualmente. ”Nessuno sa dire da quando e come si siano avvicinati” – spiega l’autore, – ma è certo che ormai ciascuno dei due ha bisogno dell’altro.

[Foto: Iberpress]

La leggenda di Lopichis: l’amore di un lupo tradito da un uomo

«Lo sterminio dei lupi appare come uno dei tratti distintivi di una civiltà secolarizzata e artificiale, che ha negato o segregato, anno dopo anno, la morte, la malattia, la follia, il sacro» osserva Marco Veglia nel suo capitolo dedicato a lupi e volpi nell’interessante saggio Animali della letteratura – dove riporta anche la bella storia di Lopichis, antenato di Paolo Diacono, che qui ricopio come testimonianza dell’antico legame che unisce (univa?) l’uomo al lupo – oltre che come conclusione di queste mie riflessioni…

«Un lupo, messaggero del destino, aveva guidato l’avo di Paolo Diacono, Lopichis, per mostrargli il cammino che egli ignorava: il lupo lo precedeva, si voltava di frequente a guardarlo, lo attendeva come sua guida, come sentinella che ne vigilava il cammino. Quando Lopichis, secondo il racconto della Historia Langobardorum (IV, 37), ormai consunto dal digiuno, tese l’arco per uccidere il lupo e cibarsene, il lupo scomparve. Schivato il colpo, l’animale si sottrasse alla vista di Lopichis. L’uomo, lui solo, non il lupo, aveva tradito l’arcano legame che intrecciava i loro cammini.»

La rinascita dell’ecosistema: un grazie ai lupi

Dalle ultime ricerche in campo zoologico ed ambientale è emerso che salvaguardare l’ecosistema e quindi la biodiversità, equivale a salvaguardare una specie temuta ed evitata dall’uomo: il lupo.

Questo è l’obiettivo del Corpo Forestale dello Stato che, recentemente, ha costituito un gruppo di lavoro con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e con l’Università Sapienza di Roma per creare delle linee guida sulle procedure operative per la salvaguardia della specie e per addestrare adeguatamente il personale che si troverà ad “affrontare” questo animale.

Il lupo, infatti, è considerato un ottimo indicatore del degrado dell’ambiente naturale, soprattutto perché come predatore si trova in cima alla catena alimentare. La loro importanza per l’ecosistema è dunque fondamentale: occupando la cima della catena alimentare, il lupo può diventare un ottimo indicatore per stimare il degrado di un ecosistema. La sua sopravvivenza, infatti, è dipesa dalle specie che si trovano alla base della catena stessa.

Il Corpo forestale molto spesso è dovuto intervenire per soccorrere questi splendidi animali in tutto il territorio nazionale da diverse situazioni spiacevoli: lupi avvelenati, investiti e cacciati. Nonostante tutto, però, questi animali negli ultimi decenni, dopo una fase di declino, si stanno lentamente espandendo sia numericamente sia geograficamente.

I lupi sono tutelati da svariate norme, partendo dalla Convenzione di Berna del ’79 fino a giungere ad un attuale regolamento comunitario sul commercio e la detenzione di questi animali.

Vi proponiamo un breve video dove si mostra l’impatto che ha avuto la reintroduzione dei lupi nella riserva naturale di Yellowstone (Stati Uniti), da dove erano stati estromessi nei primi anni del 1900.

Il cambiamento positivo generato da questa specie nell’ultimo ventennio è davvero strabiliante. Per questo, qualora qualcuno di voi si trovasse di fronte un lupo ferito o in difficoltà, è pregato di chiamare urgentemente il 1515 ed avvertire le autorità competenti.

Buona visione!

LUPI E PASTORI

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Il numero di pecorelle scannate dai pastori e’ di gran lunga superiore al numero di pecorelle mangiate dai lupi. Per cui, se qualcuno si proponesse di essere il vostro pastore per salvarvi dai lupi, pensateci bene.

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“Colui che non rispetta la vita, non la merita”
“L’uccisione di un animale verrà considerata alla stessa stregua dell’uccisione di un uomo”.

 

Luna di dolore

Se stai guardando la luna,

Se i tuoi occhi si bagnano di ricordi,

Se il tuo cuore cerca nella notte di sentire il mio ululato,

allora non smettere mai di sognare.

Il mio ululato può cambiare,

basta un segno

e tornerò quello che ti fece innamorare,

La notte è la nostra gioia,

e Tu sei la mia Notte!!!

Lone wolf

Un’altra notte è passata

Anche questa notte è passata nella calma più totale, mentre fuori pioveva io sono riuscito a ripararmi da quel temporale che speravo non finisse mai, invece quando sono riuscito ad aprire gli occhi il sole era tornato a farmi visita come se non mi volesse lasciare solo, come se sa che mi servono i suoi raggi per riscaldare e illuminare il buio che ora è in me.Per un lupo non è facile restare soli, siamo animali da branco viviamo in società complesse e ben stabilite da regole ma che ci aiutano a vivere bene e sereni, ma per un lupo rimasto solo non è facile sopravvivere, non è facile riformare un’altro branco ora che il numero della nostra specie è minimo.L’uomo ci descrive come essere spietati, cattivi che aggrediscono senza motivo i loro piccoli cuccioli, ma non è cosi, l’uomo riflette in noi quello che non riesce ad accettare di se stesso, che il vero animale in grado di terrorizzare tutto ciò che lo circonda è solo lui.Non può accettare di essere imperfetto, non può ammettere che altri animali hanno regole che rispettano e accettano mentre lui pensa solo al suo potere, a gestire quello che la natura gli donato e scaricare le colpe su un’altro ti fa sentire migliore, ti libera dal peso della realtà.La mia razza rischia ogni giorno di scomparire per sempre e questo solo perchè l’uomo ci da la caccia, ci uccide per la nostra pelliccia, ci spara perchè ci crede cattivi, ma non riesce a leggere nei nostri occhi quanto amore portiamo dentro e che la nostra vita la dedichiamo al branco, ai nostri cuccioli, alle nostre femmine.Sapete un tempo l’uomo viveva con noi in pace, era utile per la caccia, e noi trovavamo in lui vicinanza e un posto sicuro per i nostri cuccioli da altri predatori, poi non si spiega perchè questo legame si è rotto ma si sa solo che da quel giorno siamo vittime della sua crudeltà.

Un racconto dal passato

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IL LUPO INIZIA IL SUO RACCONTO COSI’  :

Oggi voglio raccontarvi una storia, di quando da cucciolo dovevo stare alle regole della mia famiglia, regole sbagliate che vanno contro i principi di un vero lupo ma per fortuna io sono uscito da quelle regole e mi sono creato delle mie che rispecchiavano e portavano onore alla nostra razza.Mio padre un lupo Grigio anziano chiuso in se stesso, non faceva altro che dare regole, voleva rispetto portando paura, voleva amore senza ricambiare e cosa molto più grave non cacciava, no, andava nelle fattorie vicine a uccidere povere pecore indifese, un vergogna per un piccolo lupo come me, che vedeva negli adulti la forza di cacciare, portare i propri piccoli in battute di caccia per insegnargli a essere un vero lupo, per me non è stato cosi. Io rimanevo nella tana e immaginavo il mondo la fuori come solo un piccolo cucciolo di lupo può fare, pieno di grandi spazi liberi, dove i lupi erano animali fieri, rispettati da tutti anche dal nemico peggiore l’uomo.Un giorno preso dalla curiosità segui mio padre nella sua battuta di caccia senza che lui mi vedesse, una caccia da vigliacchi, una di quelle cose che ti distrugguno, si perchè sentivo parlare di codice d’onore del lupo, che il lupo deve dimostrare la sua forza con la selvaggina e solo in casi rari e dove la specie deve sopravvivere bisogna rischiare tutto.Quel giorno vidi mio padre entrare in una fattoria dove delle piccole e indifese pecore pascolavano libere, lui in un secondo balzo sulla sua povera preda e afferando il suo piccolo collo la uccise, cosi se la porto con se lontano dal luogo del suo delitto. Mio padre aveva dei problemi con Genax il mio vero maestro di vita, io non capivo perchè di tanto odio, ma quel giorno mi fu tutto più chiaro, mio padre non era un lupo degno di far parte del branco, uccideva senza cacciare e Genax voleva che ogni lupo rispettasse la sua natura.Scappai via, lontano da tutti ero troppo deluso pensavo che anch’io sarei diventato cosi, che avrei deluso la mia razza, avrei deluso Genax e gli altri del branco con cui giocavo. Dopo tante ore in giro a pensare al mio futuro e quello che avevo appena visto senti dei passi, forti e sicuri non poteva essere mio padre, poi quel odore pieno di sicurezza, solo un lupo era in grado di emanare quel forte odore, era Genax mi era venuto a cercare, era preoccupato per me!, per una volta nella mia vita qualcuno si preoccupava di me. Mi chiese di fermarmi e di spiegargli da cosa scappavo, gli dissi che scappavo dalla mia natura da vigliacco, avevo scoperto tutto e niente poteva farmi cambiare idea. Invece Genax si abbasso per guardami negli occhi e mi disse, “noi diventiamo quello che vogliamo diventare, e tu puoi essere un grande lupo, un ottimo capo branco, perchè dentro di te c’è il sangue di un vero leader”. Io rimasi fermo a guardarlo, non capivo perchè mi dicesse cosi, non avevo mai dimostrato nulla, invece lui sapeva, sapeva che non avrei mai commesso gli stessi sbagli, che io ero diverso da chi mi aveva cresciuto e sarei diventato un vero lupo.Genax mi prese con se e mi riporto nella tana e mi chiese di non scappare più, perche i codardi scappano i veri lupi combattono e dimostrano che sono degni e fieri di essere liberi.

Per il lancio del dvd Twilight-Eclipse

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Londra 6 dicembre ore 6,30 della mattina. Alcuni ragazzi del branco di Jacob Black, sfidando il freddo e tenendo al guinzaglio un vero branco di lupi si preparano a consegnare le prime copie di DVD ai negozi di Londra poco prima dell’uscita di ‘Eclipse’.Ne avevamo dato la notizia alcuni giorni fa quando le prime foto hanno iniziato a circolare in rete, ora la Entertainment One – la casa di distribuzione di tutti i DVD e dei film della saga – ha messo a disposizione anche il video della divertente consegna. Perché, a parte alcune signore preoccupate di vedere in giro per Londra dei veri lupi, tutti gli altri sembrano piuttosto divertiti. C’è una ragazza che lo trova fantastico, un’altra che si converte definitivamente al team Jacob, dei poliziotti che assicurano di togliersi la maglietta, e alcune turiste pronte a filmare l’evento di cui parleranno a vita.I lupi, affinché potessero affrontare in tranquillità questo giro di 5 miglia per la città al guinzaglio, sono stati allenati per tre mesi.“Questi lupi sono stati allenati per tre mesi perché potessero consegnare in tutta sicurezza i DVD ai negozi. I lupi possono essere pericolosi quando sono liberi nella natura ma questi si sono comportati molto bene …” ha detto Trevor Smith il loro custode.“Abbiamo deciso di utilizzare i lupi per portare il film a Londra per sottolineare il loro istinto a proteggere e a difendere. Il film sarà una delle uscite più importanti dell’anno, qual modo migliore per proteggere la consegna dei DVD nel Regno Unito?” ha detto Martin Gough della Entertainment One.Non è la prima volta che la EO organizza un evento speciale in occasione dell’uscita di un film della saga. Ricordate quando per ‘New Moon’ era stato montato al Longleat Safari Park, in cui vivono i lupi, uno schermo per una proiezione del film solo per loro?Avevano gradito, e anche noi ora.

Werner freund, l’uomo che vive con un branco di lupi

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In Germania c’è un uomo che vive con un branco di lupi , in otto ettari e mezzo di foresta non lontano da Merzig nella Saar. Dorme con loro , è insieme capobranco e mamma , li allatta con il biberon da cuccioli e li scalda col suo corpo nella notte , gioca alla caccia con loro , porta bestie morte reggendole con i denti e le braccia , e lui le azzanna per primo , per ricordare le sue autorità._freund_
Lui è uno zoologo di 77 anni , e da 40 anni vive così. Si chiama Werner Freund , è sposato ma non ha figli : la moglie vive nella casetta accanto alla foresta del branco.“Chi vuole capire un lupo , deve comportarsi come un lupo, vivere tra loro” spiega Freund alla Bild am Sonntag. Ha quasi somatizzato il ruolo : barba incolta sale e pepe come i capelli, mani , braccia e gambe segnate da cicatrici di morsi e graffi rimasti dalla vita quotidiana col suo branco.“Tengo i miei 22 lupi nelal foresta recintata per salvarli, in libertà la mèta o quasi morirebbe , e poi i più forti di loro eliminerebbero i più deboli per sopraffazione” dice.Cinghiali, lepri, cervi sono il cibo del suo branco. Un lupo adulto ha bisogno da tre ai cinque chili al giorno di carne. Andare a caccia , catturare e uccidere in branco la selvaggina , non basta. Werner Freund esce dalla foresta recintata del suo branco solo quando i lupi hanno troppa fame , le prede non sono sufficienti, e per breve tempo si riappropria della sua vita da uomo.

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Lascia il recinto e sale in un furgoncino per andare a procurarsi carne fresca per loro. Soprattutto bestie investite da auto o amion.Quando rientra nel recinto , lo fa con una bestia tra i denti. Peter, il capobranco, lo accoglie per primo. Werner si getta e fa il rituale del branco : morde per primo la carne cruda della bestia morta , poi la lancia ai suoi lupi. Peter obbedisce, e dopo Werner indica agli altri lupi in che ordine possono avvicinarsi e mangiare.Freund vive con i suoi lupi ogni momento, fin da quando nascono. Quando i cuccioli hanno 5 settimane, con il permesso della madre, Freund trascorre la notte dormendo a terra con loro, poi comincia ad addestrarli alla caccia , e gli dà i primi brandelli di carne fresca.Non mancano scontri nel suo branco. Una volta come capo ha cercato di separare due lupe in lotta. La più forte lo ha morso , lui si è dovuto difendere. “Poi il capobranco a quattro zampe l’ha cacciata dal gruppo , finché lei non è venuta a leccarmi per chiedere scusa”.A Merzig centomila persone all’anno vengono a vedere l’uomo dei lupi. Lui vive con i suoi predatori , e per ognuno di loro che muore, soffre come chi perde un figlio , tra gli ululati tristi del suo branco.

Purtroppo ho trovato solo video in tedesco…ma sono immagini che meritano di essere guardate!!! Buona Visione

Impronte sulla neve

 

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EMOZIONI DI UN LUPO :

La neve scende ricomprendo col suo immenso bianco ogni forma di vita, non c’è foglia che non senta il suo tocco gelido io resto nella mia tana a guardare con quanta forza scendono dal cielo quei fiocchi di neve, può sembrare qualcosa di bellissimo e meraviglioso un dono della natura che rende tutto più magico, dove piccoli conigli sorpresi e attratti dalla novità corrono liberi e felici, io vedo in quella gelida forma bianca il freddo che ricopre il mio cuore, provo ad uscire e le mie zampe affondano in questa terra bianca lasciando un impronta che mi ricorda di essere ancora vivo.

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Provo ad annusare questa strana sostanza ma non c’è niente a cui possa associarla, sento sotto di lei la vita che cerca in ogni modo di resistere alla sua temperatura e che vorrebbe rivedere il sole, forse è questo quello che sta vivendo il mio cuore, ricoperto di neve cerca il sole in grado di scioglierla e liberarlo dal freddo, mi avvio verso il sentiero che ogni giorno percorro in cerca di cibo, noto delle impronte di alcuni miei simili, odori conosciuti al mio fiuto, odori famigliari del mio vecchio branco forse anche loro presi dalla novità hanno giocato insieme sulla sabbia bianca come dei cuccioli.

 

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Nel lupo c’è sempre la parte del cucciolo che fuoriesce in qualche occasione speciale, ma non quando il lupo diventa un anima solitaria che vaga nel nulla, in quel caso il suo cucciolo è morto e non tornerà più a giocare, quel lupacchiotto è stato schiacciato dalla vita e dalle sue difficoltà.In questo periodo di solitudine ho pensato tanto a quello che ho fatto e quello che avrei voluto fare e ho capito tante cose e penso che la decisione presa sia quella migliore perchè non si può essere felici se quello che ti circorda è troppo diverso da te e non ti appartiene, meglio essere liberi di scegliere per la propria vita che non sopportare regole e decisioni di altri fingendo di essere felici per sentirsi accettato da un branco. Questa notte sarà difficile dormire, il freddo penetra il mio folto pelo e solo in quella tana riscaldato dal mio stesso respiro non aiuta molto, dovrò affrontare una notte gelida ma è la prima di una lunga e fredda vita.

 


Laetitia Becker – La ragazza dei lupi

Laetitia Becker è una ragazza di 24 anni che, per studiare il comportamento dei lupi di cui è tanto innamorata, da bene tre anni vive con loro nei boschi della Russia centrale. In questo video vediamo il rapporto di amicizia tra la donna e gli animali.

 

Canis Lupus

CARATTERISTICHE :

Il lupo appartiene alla famiglia dei Canidi, carnivori simili ai cani. Tra i canidi il lupo è il più grande come dimensioni: lunghezza tra i 130 e i 160 cm., altezza tra gli 80 e i 100 cm. Il colore del suo mantello varia dall’età e dalle stagioni; generalmente grigio-giallastro o marrone-rossiccio. Il lupo presenta una dentatura caratterizzata da canini affilati, lunghi e ricurvi verso l’interno. Questo animale raggiunge al massimo i 10 anni di vita in libertà e i 17 in cattività. Il peso del lupo varia geograficamente; in media il peso per il lupo eurasiatico è di 38.5 kg, per il lupo nord americano è di 46 kg, per il lupo indiano e il lupo arabo è di 25 kg, anche se – raramente – sono stati identificati, in Alaska e Canada, alcuni esemplari dal peso superiore ai 77 kg.[2] Un esemplare selvatico, ucciso nel 1939 in Alaska, raggiungeva il peso record di 80 kg.[3]La fronte è ampia, le mandibole particolarmente robuste, gli occhi sono chiari, generalmente di colore diverso e dal taglio leggermente obliquo. La mascherina facciale di un lupo adulto si estende intorno alle labbra inferiori e superiori ed è di colore bianco-crema, mentre negli individui giovani può essere incompleta oppure scura in prossimità del muso. Le orecchie hanno generalmente un’attaccatura più laterale e sono più lunghe e larghe. Solitamente non le porta mai flosce e calate lungo i lati della testa, bensì le tiene in posizione eretta lungo il profilo della testa. Il pelo ha sempre una colorazione varia che comprende colori dal marrone antracite al marrone chiaro; ma anche nero, beige, bianco o fulvo. Sul dorso la colorazione è beige con punte nere, sulla parte superiore delle zampe anteriori vi è spesso una vistosa striscia nera e infine il torace è quasi sempre marrone chiaro. Molto vorace, appartiene all’ordine dei carnivori ed è classificato nel genere dei superpredatori.

 IDENTIFICAZIONE :

Il lupo (Canis lupus) è un Carnivoro antenato del cane domestico, che del progenitore ha conservato molti caratteri. La taglia è infatti quella di un cane di medie dimensioni (30 – 40 Kg) caratterizzato da arti più lunghi, torace possente, testa con fronte più larga e sfuggente, occhi obliqui e orecchie erette. Dal punto di vista fisiologico il lupo ha conservato, rispetto a quella doppia del cane, una sola riproduzione all’anno.Il mantello sfuma dal beige carico della porzione ventrale al beige-rossiccio dei fianchi fino al nerastro della larga gualdrappa che corre lungo la groppa e la coda.

Il lupo appenninico presenta nel mezzo del dorso una fascia di circa dieci e più centimetri di colorito grigio-nero, data da lunghi peli bianchi alla base, grigio-bruni nel mezzo, poi ancora bianchi e terminanti di nero lucido. La lanuggine è di colore nocciola chiaro. I lati del dorso e i fianchi sono grigio-fulvicci, petto e addome fulvo-chiaro, parti interne degli arti biancastre. Testa grigia, muso grigio-fulviccio di sopra, scuro-biancastro di sotto, guance, mento e gola di colorito bianco-sporco. Collo con lunghi e fitti peli irti grigio-fulvicci limitati sul petto da una striscia bruna a mo’ di collare. Orecchie alle estremità fulvo-volpine col margine lievemente più scuro, internamente bianco-grigiastre. Sugli arti anteriori una sottile striscia scura che forma una macchia nell’articolazione del piede e divide il colorito della faccia interna da quello della faccia esterna. Piedi fulvo-chiari. Coda bicolore: di sopra come il mezzo del dorso, di sotto come l’addome sfumato di fulvo alla punta con qualche anello più o meno completo nerastro e con ciuffo terminale nero o nerastro. Nei maschi il colorito fulvo volpino dell’orecchio si estende all’occipite ed ai lati della nuca; le femmine hanno la macchia golare bianca più estesa che nei maschi.
Il lupo dell’Appennino, sulla classificazione zoologica del quale esistono tuttora controversie relative all’attribuzione del rango di sottospecie (nel qual caso la denominazione sarebbe Canis lupus italicus), è indubbiamente caratterizzato da peculiari adattamenti ecologici all’ambiente montano-mediterraneo frutto del lungo isolamento genetico.

COMPORTAMENTO :

Specie territoriale con un’ampia flessibilità ecologica che permette a questo predatore di vivere in ambienti molto diversi. I lupi generalmente vivono in branchi dove i giovani rimangono con i genitori per almeno un anno. Le dimensioni del branco sono legate alle risorse alimentari e alle dimensioni e caratteristiche etologiche delle specie predate; talora i gruppi possono essere formati da individui di diverse generazioni solitamente discendenti da un originario nucleo familiare. L’eventualità di individui che si associno da adulti ad un branco preesistente è assai più rara.
I lupi collaborano tra di loro nelle varie attività (reperimento del cibo, esplorazione, predazione, vigilanza, etc) in maniera coordinata. Il branco è ordinato in gerarchie (maschile, femminile, tra loro interconnesse, ma anche una gerarchia giovanile in continua evoluzione); l’ordine di dominanza diventa così lo strumento per attenuare le aggressività fra individuo e individuo; il risultato è che le lotte interne al nucleo sociale arrivano raramente ad esiti cruenti. Il maschio procura il cibo alla femmina e ai cuccioli. La comunicazione interna al branco e fra i nuclei avviene attraverso le marcature odorose (urina e feci) poste in punti salienti del territorio, e le vocalizzazioni; in particolare l’ululato viene utilizzato per delimitare i propri territori o come richiamo .

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IL BRANCO : 

La funzione di ogni lupo è organizzata all’interno di un branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica.Il branco è guidato da due individui che stanno alla punta della piramide sociale, il maschio alfa e la femmina alfa. La coppia alfa (di cui solo uno dei due componenti può essere il “capo”) possiede più libertà rispetto al resto del branco, anche se i due non sono capi nel senso umano del termine: gli individui alfa non impartiscono ordini agli altri lupi; bensì, possiedono la libertà di scegliere cosa fare, quando farlo, dove andare, quando andare. Il resto del branco, che possiede un forte senso della collettività, solitamente li segue.Anche se la maggior parte delle coppie alfa è monogama, ci possono essere alcune eccezioni: un individuo alfa può preferire l’accoppiamento con un lupo di importanza minore nella scala sociale, in particolare se possiede legami di parentela molto vicini con l’altro alfa (fratello o sorella, ad esempio). Si è osservato che se un esemplare Alfa muore, il compagno o la compagna spesso non forma una nuova coppia con un altro soggetto, ma rimane da solo a guidare il branco. Tuttavia a volte può succedere che il lupo o la lupa vedova prendano un nuovo compagno.Solitamente, solo la coppia alfa è in grado di crescere una cucciolata (gli altri lupi del branco possono allevare, ma, di solito, non possiedono le risorse necessarie a portare i cuccioli alla maturità). Tutti i lupi del branco assistono la crescita dei cuccioli. I piccoli, quando diventano adulti, possono scegliere se rimanere all’interno del branco e aiutare ad allevare i nuovi nati, opzione, di solito scelta da alcune femmine, oppure, disperdersi, scelta presa in considerazione più che altro dai maschi.La grandezza del branco può cambiare con il passare del tempo secondo alcuni fattori, come l’habitat, la personalità individuale dei lupi, o la quantità di cibo disponibile. I branchi possono contenere dai 2 ai 20 lupi, sebbene un branco medio contenga circa 6 o 7 lupi. Un nuovo branco si forma quando un esemplare abbandona il suo branco di nascita e rivendica un suo territorio. I lupi solitari possono viaggiare in cerca di altri individui anche per distanze molto lunghe. Gli individui che si disperdono devono evitare i territori di altri lupi perché gli intrusi su territori già occupati vengono cacciati via o uccisi.

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ALIMENTAZIONE :

L’alimentazione è quella del carnivoro puro, che oltre a predare animali di grandi dimensioni quali cervi, caprioli e cinghiali, nonché, occasionalmente ovini e bovini domestici, basa la sua alimentazione su piccoli vertebrati, carcasse e rifiuti. La predazione che esercita sul bestiame allevato ha determinato una persecuzione da parte dell’uomo e in alcune zone ha portato all’estinzione della specie

 

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HABITAT :

Il bosco è in realtà il luogo di rifugio, infatti il lupo grazie alla sua plasticità vive e utilizza gli ambienti più disparati. Non è raro incontrarlo anche ai margini degli ambienti antropizzati, soprattutto nei pressi delle discariche. Il lavoro dei Parchi appeninici per bonificare il territorio dalle discariche e riqualificarlo attraverso la reintroduzione di Ungulati selvatici st progressivamente facendo tornare il lupo dell’Appennino al suo ruolo originario (e corretto!) di superpredatore.

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SEGNI DI PRESENZA :

In inverno è più facile imbattersi nei segni di presenza, in particolare nelle impronte lasciate sulla neve. La pista del lupo è generalmente caratterizzata da una direzione costante con pochissime deviazioni; se più esemplari procedono nella neve alta è normale avere la sensazione di un’unica pista della quale si capisce che gli “autori” sono più d’uno solo quando il gruppo si divide per ispezionare meglio il territorio alla ricerca di possibili prede o siti di riposo. L’ululato è un altro indice di presenza, in particolare durante le ore crepuscolari o notturne, il periodo durante il quale è più probabile ascoltare ululati spontanei è l’inverno, prima del periodo degli amori che cade in febbraio-marzo.
L’attacco su prede domestiche può essere ricondotto al lupo se simultaneamente accompagnato dal rinvenimento di altri segni di presenza. Anche gli escrementi possono essere riscontri di presenza, ma vanno diagnosticati attentamente.

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AVVISTAMENTO :

Il lupo viene definito un animale sfuggente con abitudini tipicamente notturne pertanto non è facile imbattersi nella sua presenza anche se a volte basta solo un po’ di fortuna per osservarlo in località e orari del tutto inconsueti.

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DURATA DELLA VITA :

Come per tutti gli animali selvatici è necessario distinguere tra durata della vita in condizioni naturali e di cattività. In natura può arrivare massimo a 8 – 10 anni, in cattività anche a 14-15, poiché il consumo della dentatura (elemento fondamentale per la sopravvivenza di un predatore) varia fortemente a seconda degli stress fisici che l’animale subisce durante i tentativi di predazione (ovviamente inesistenti o quasi in cattività) e inoltre il generale consumo energetico connesso al reperimento del cibo è molto alto in natura e sostanzialmente nullo in cattività.

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